mercoledì 22 luglio 2009

Industry, State of the Nation (1984)

...don't you worry about the situation...

mercoledì 10 giugno 2009

S.O.S.

La nave sta affondando!!!

Ora il capitano darà il "si salvi chi può".

...speriamo di farcela...

giovedì 28 agosto 2008

Strada facendo (Claudio Baglioni)

Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è
tra mille mattini freschi di biciclette
mille e più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via
e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
larghe e vuote di un'estate di città
accanto alla mia ombra lunga di malinconia...

Io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello
col viso sopra il petto a leggermi i dolori ed i miei guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
e dentro un senso di inutilità
e fragile e violento mi son detto tu vedrai... vedrai... vedrai...

Strada facendo vedraiche non sei più da solo...
strada facendo troveraiun gancio in mezzo al cielo...
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore... vedrai...

Io troppo piccolo tra tutta questa gente che c'è al mondo
io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai
e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai... vedrai... vedrai...

Strada facendo vedraiche non sei più da solo...
strada facendo troveraianche tu un gancio in mezzo al cielo...
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore... vedrai...

È una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita
ma che cos'è che ci fa andare avanti e dire che non è finita
cos'è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore
che ci fa cantare e amare sempre più
perché domani sia migliore... perché domani tu...

martedì 11 marzo 2008

E' arrivato Celestino V

Oggi sono arrivati i due nuovi tesisti che prepareranno il loro lavoro di laurea nel nostro ufficio.
Uno è Celestino V, così ribattezzato perché come "colui che fece per viltade il gran rifiuto" (Dante - Inferno III, 60) era già venuto a fare un colloquio per iniziare la tesi e aveva rifiutato, dicendo che "lo avremmo sfruttato".
...dopo questo affronto, spero per lui che dimostri delle qualità sociali positivamente fuori dal comune, altrimenti in questi mesi...morirà...ovviamente non siamo gente che si fa prendere dai risentimenti, aaaahaahaahahah... Come minimo lo manderemo giù in Sperimentazione e gli faremo portare su un basamento...
La mia previsione è che non si dimostrerà una cima, in quanto uno degli ultimi tesisti che abbiamo avuto lo conosce e ha detto che non è esattamente brillante...siccome abbiamo conosciuto l'autore di tale giudizio, posso solo immaginare come sarà questo "Celestino"...
Vedremo a chi il tempo darà ragione.


PS
Stasera il riscaldamento dell'auto non funzionava e mi sono fermato qualche minuto in garage per sfogliare il libretto di istruzioni. Non mi sarò trattenuto più di cinque minuti, ma mio padre ha fatto in tempo a scendere, penso su suggerimento di mia mamma (che aveva sentito il rumore della porta del garage), per vedere se ci fosse qualcosa che non andava.
Capisco che si è apprensivi in maniera soggettiva, ma a me sembra un'esagerazione.

venerdì 7 marzo 2008

Aggiornamento della lista della spesa

Vediamo a che punto sono...


Lista della spesa:
1) mettere in ordine la stanza 75%
2) mettere in ordine il rapporto coi miei 15%
3) mettere in ordine la scrivania dell'ufficio 60%
4) aspettare con pazienza il rinnovo del contratto 50%
5) organizzare con più precisione i vari impegni 0%
6) recuperare i rapporti con gli amici che non sento da tempo -15% (che scivolone oggi...vorrei spronfondare dalla vergogna)
7) trovarmi una brava ragazza 0%


Mancano ancora tante cose, sicuramente le più difficili.
Un po' sono cresciuto negli ultimi tempi, ma alcune cose non cambiano mai e temo che me le porterò nella tomba :(

Nikita (Elton John)

Forse l'autore è vittima di un fraintendimento (o forse no), ma, in ogni caso, mi piace pensare all'interpretazione data dal videoclip...e poi la canzone è comunque bella...


Nikita (Elton John)

Hey Nikita is it cold
In your little corner of the world
You could roll around the globe
And never find a warmer soul to know

Oh I saw you by the wall
Ten of your tin soldiers in a row
With eyes that looked like ice on fire
The human heart a captive in the snow

Oh Nikita You will never know anything about my home
I'll never know how good it feels to hold you
Nikita I need you so
Oh Nikita is the other side of any given line in time
Counting ten tin soldiers in a row
Oh no, Nikita you'll never know

Do you ever dream of me
Do you ever see the letters that I write
When you look up through the wire
Nikita do you count the stars at night

And if there comes a time
Guns and gates no longer hold you in
And if you're free to make a choice
Just look towards the west and find a friend

lunedì 25 febbraio 2008

Grazie

Sembra che John Lennon e soci mi siano, in qualche modo, venuti in aiuto.

Ringrazio la mia carissima amica per la chiacchierata di ieri e per avermi regalato un po' di serenità.
Lascia che ti dica che sei una donna eccezionale: intelligente, sensibile, saggia, generosa, e un sacco di altre cose. Grazie, grazie, grazie.

Ora viene la parte difficile: mettere a posto le cose storte.

Lista della spesa:
1) mettere in ordine la stanza
2) mettere in ordine il rapporto coi miei
3) mettere in ordine la scrivania dell'ufficio
4) aspettare con pazienza il rinnovo del contratto
5) organizzare con più precisione i vari impegni
6) chiamare gli amici che non sento da tempo
7) mettere ordine nella mia alimentazione
8) trovarmi una brava ragazza (a proposito, visto che bella la cameriera del Cin Cin?)

Ok, Pip, buon lavoro.

Il timido ubriaco (Max Gazzè, 2000)

Sposa
domani ti regalerò una rosa
gelosa d'un compagno non voluto
temuto
stesa
caldissima per quell'estate accesa
fanatica per duri seni al vento
io tento
tanto
quell'orso che ti alita accanto
sudato che farebbe schifo a un piede
non vede
dorme
tapino non le tocca le tue forme
eppure è ardimentosa la sua mano
villano
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

chino
su un lungo e familiar bicchier di vino
partito per un viaggio amico e arzillo
già brillo
certo
perché io non gioco mai a viso aperto
tremendo il mio rapporto con il sesso
che fesso
piango
paludi di parole fatte fango
mi muovo come anguilla nella sabbia
che rabbia
rido
facendo del mio riso vile nido
cercandomi parole dentro al cuore
d'amore

potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

pare che coppie unite solo con l'altare
non abbian mai trovato le parole
da sole
forse
domani che pianissimo le morse
del matrimonio ti attanaglieranno
potranno

potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai...

giovedì 21 febbraio 2008

Help! (Beatles, 1965)

Mi sento oppresso da ciò che mi circonda. Impegni, situazioni, dinamiche relazionali, persone.
Vorrei sbattere la testa, oppure staccare la spina: rompere con tutto per un momento.
Devo ricaricare le batterie.
Mi sembra di essere estraneo alla mia vita, come se mi toccasse una vita che non è la mia e che sicuramente non è quella che vorrei.
Mi sento precipitare verso il basso.


Vorrei chiedere aiuto e, se potevano farlo i Beatles, forse può essere dignitoso farlo anche per me...


Help (Beatles, 1965)

Help, I need somebody,
Help, not just anybody,
Help, you know I need someone, help.

When I was younger, so much younger than today,
I never needed anybody's help in any way.
But now these days are gone, I'm not so self assured,
Now I find I've changed my mind and opened up the doors.

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being round.
Help me, get my feet back on the ground,
Won't you please, please help me.

And now my life has changed in oh so many ways,
My independence seems to vanish in the haze.
But every now and then I feel so insecure,
I know that I just need you like I've never done before.

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being round.
Help me, get my feet back on the ground,
Won't you please, please help me.

When I was younger, so much younger than today,
I never needed anybody's help in any way.
But now these daya are gone, I'm not so self assured,
Now I find I've changed my mind and opened up the doors.

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being round.
Help me, get my feet back on the ground,
Won't you please, please help me, help me, help me, oh.

mercoledì 20 febbraio 2008

Bisogno

E' tanto che non scrivo sul blog.
E' dall'estate che non mi fermo e sono proprio cotto; sono stanco e un po' deluso. Mi sembra che le persone intorno a me si preoccupino principalmente dei loro bisogni, MA ANCH'IO HO DEI BISOGNI!!!
Forse una persona equilibrata dovrebbe contenere i propri bisogni, incanalandoli verso qualcosa, che so... un progetto, in quanto sono gli animali a vivere di bisogni e di istinto. Tuttavia il mio equilibrio sta cedendo.
Ho bisogno di una vacanza.
Ho bisogno di stare all'aria aperta.
Ho bisogno di un legame affettivo.
Ho bisogno di un amore.
Ho bisogno di condividere la mia intimità.
Ho bisogno di gratificazioni sul lavoro.
Ho bisogno di non sentirmi così fragile...

venerdì 4 gennaio 2008

Pensieri lubrichi

In un momento di smarrimento mi sono venute in mente due situazioni agghiaccianti in cui è molto improbabile trovarsi, ma che è possibile che qualcuno al mondo abbia pur vissuto in prima persona.

1) essere sorpreso dal terremoto, o comunque dal crollo del palazzo, mentre si è seduti sul cesso: o si schiatta con le braghe calate o il cane lupo dei soccorritori ti scova fiutando i tuoi escrementi (e poi ti estraggono dalle macerie senza calzoni)
2) lavorare in una catena di montaggio dove si fabbricano vibratori e ninnoli simili: che tu sia uomo o donna, devi maneggiare falli di gomma tutto il giorno

...l'ultima considerazione che posso fare è che devo smettere di mangiare il pesce in mensa...

giovedì 27 dicembre 2007

L'isola del giorno prima (Umberto Eco)

"State meglio onorando vostro padre ora," disse Saint-Savin "ricordandone gli insegnamenti, che prima quando ascoltavate un cattivo latino in chiesa."
"Signor di Saint-Savin," gli aveva detto Roberto, "non temete di finire sul rogo?"
Saint-Savin si incupì per un istante. "Quando avevo più o meno la vostra età ammiravo quello che è stato per me come un fratello maggiore. Come un filosofo antico lo chiamavo Lucrezio, ed era filosofo anch'esso, e prete per giunta. E' finito sul rogo a Tolosa, ma prima gli hanno strappato la lingua e l'hanno strangolato. E quindi vedete che se noi filosofi siamo svelti di lingua non è solo, come diceva quel signore l'altra sera, per darci bon ton. E' per trarne partito prima che la strappino. Ovvero, celie a parte, per rompere coi pregiudizi e scoprire la ragione naturale delle cose."
"Quindi davvero voi non credete in Dio?"
"Non ne trovo motivi in natura. Né sono il solo. Strabone ci dice che i Galiziani non avevano nessuna nozione di un essere superiore. Quando i missionari dovettero parlare di Dio agli indigeni delle Indie Occidentali, ci racconta Acosta (che pure era gesuita), che dovettero usare la parola spagnola Dios. Non ci crederete, ma nella loro lingua non esisteva alcun termine adeguato. Se l'idea di Dio non è nota in stato di natura, deve dunque trattarsi di una invenzione umana... Ma non mi guardate come se non avessi sani principi e non fossi un fedele servitore del mio re. Un vero filosofo non chiede affatto di sovvertire l'ordine delle cose. Lo accetta. Chiede solo che gli si lasci coltivare i pensieri che consolano un animo forte. Per gli altri, fortuna che ci siano e papi e vescovi a trattener le folle dalla rivolta e dal delitto. L'ordine dello stato esige una uniformità della condotta, la religione è necessaria al popolo e il saggio deve sacrificare parte della sua indipendenza affinché la società si mantenga ferma. Quanto a me, credo di essere un uomo probo: sono fedele agli amici, non mento, se non quando faccio una dichiarazione d'amore, amo il sapere e faccio, a quanto dicono, buoni versi. Per questo le dame mi giudicano galante. Vorrei scrivere romanzi, che sono molto alla moda, ma penso a molti di essi, e non mi accingo a sciverne nessuno..."

Il codice del quattro (Ian Caldwell & Dustin Thomason)

L'onda d'urto dell'incidente non si era ancora spenta nella mia vita, ma già prima della morte di mio padre, avevo perso la mia fede nei libri. Mi ero reso conto che le persone colte condividevano un pregiudizio inconfessato, una segreta convinzione platonica che la vita che conosciamo non sia che un'immagine imperfetta della realtà. E che solo l'arte, come un paio di occhiali da vista, la può correggere. Gli studiosi e gli intellettuali che si raccoglievano attorno al nostro tavolo da pranzo sembravano nutrire una sorta di rancore nei confronti del mondo. Non riuscivano ad accettare l'idea che la nostra vita non segue la bella parabola che un buon autore costruisce per un grande personaggio letterario. Solo negli attimi di perfezione che nascono per puro caso, il mondo diventa effettivamente un palcoscenico. La banalità del reale li amareggiava.
Nessuno mai espresse il proprio pensiero in modo esplicito, ma quando gli amici e i colleghi di mio padre - tutti tranne Vincent Taft - vennero a trovarmi all'ospedale, con l'aria contrita per le recensioni infamanti che avevano scritto sul suo libro, incominciai a vedere quella verità come se fosse impressa a lettere di fuoco sulla parete che mi stava di fronte. Lo notavo nel momento in cui si avvicinavano al mio letto, tutti con in mano dei libri.
"Questo mi è stato d'aiuto quando mio padre è morto" disse il presidente del dipartimento di storia, mettendo sul vassoio della colazione 'La montagna dalle sette balze' di Merton.
"Auden mi è stato di grande conforto" disse una studentessa che doveva laurearsi con mio padre lasciandomi un'edizione tascabile delle sue poesie.
"Tu hai bisogno di qualcosa di forte" mi sussurrò un tale dopo che tutti se ne furono andati. "Altroché quella robetta."
Non sapevo neppure chi fosse. Mi lasciò una copia del 'Conte di Montecristo', che avevo già letto. Mi chiesi se pensasse sul serio che il desiderio di vendetta fosse il sentimento da rafforzare in quel frangente.
Mi resi conto che nessuno di loro sapeva venire a patti con la realtà. Esattamente come me. La morte di mio padre aveva una irrevocabilità drammatica, che deride le leggi che governavano le loro vite e che permettevano di reinterpretare ogni accadimento, di cambiare ogni finale. Dickens aveva scritto 'Grandi speranze' perché Pip potesse essere felice. Ma nessuno poteva riscrivere quanto era accaduto a me.

lunedì 10 dicembre 2007

Il peso delle parole (e non solo)

Ogni parola e ogni frase che si scrive o che si pronuncia ha un peso. Un po' dipende dal contesto in cui è inserita e da come l'autore e il destinatario la intendono, ma la parte maggiore dipende dalla parola in sè, che ha un preciso significato ed una sua sfumatura (che chi la usa la conosca oppure no).
Spesso rimango sconcertato da come le parole vengano usate senza badare al loro peso. Per esempio, tante persone che conosco usano alla leggera le parole "ti amo" (per non dire che ne abusano). Sono parole importanti per sè, soprattutto se riferite, come nella maggior parte dei casi, al rapporto di coppia (più che all'amore familiare o amicale). E lo sono da qualsiasi parte la si voglia vedere, considerando anche le culture e le credenze diffuse nella nostra società.
Forse sono io ad essere esagerato, ma sono deluso da come questa espressione sia sottovalutata o, magari, sia sottovalutato il sentimento. Mi sto arrogando il diritto di supporre i sentimenti degli altri e di giudicarli? Se sto cadendo in questo tranello, ovviamente non me ne sto rendendo conto, ma quello che più mi preme è di lanciare un avvertimento.
Ho detto "ti amo" poche volte in vita mia, ma sempre cosciente dell'importanza di quella frase, che implica impegno, responsabilità, libertà, esclusività, definitività.
Quando penso queste cose mi sento proprio estraneo e fuori posto.
I sentimenti pesano? O pesano troppo le mie fissazioni?

domenica 9 dicembre 2007

Il gioco del se

Chi non ha mai giocato al gioco del se? ...che altro non è che domandarsi come sarebbe l'oggi se qualcosa, nel passato, fosse andato diversamente: chissà cosa sarebbe successo se avessi fatto, se avessi detto, se fosse successo così invece che cosà, ecc.
E questo gioco, che in realtà non è un gioco, lo si fa per sentirsi delusi e rimpiangere qualcosa del passato.
Qualcuno può aiutarmi a scoprire come smettere di giocarci?
In effetti non so se si può. Una volta il mio amico Walter mi diceva che siamo fatti per patire, perché in qualsiasi situazione siamo capaci di trovare qualcosa che non va e di cui essere scontenti.
E allora ci si rifugia in un passato in cui sembrava di essere più felici.
Il passato è importante. E' dove affondiamo le radici che sostengono tutto il nostro essere di oggi. Però può essere anche una prigione, quando siamo schiavi dei ricordi.
In questo momento, alla televisione, c'è Tremonti, alla trasmissione di Fazio, che sta parlando di un sacco di cose interessanti, delle quali sarebbe bello ragionare per un pezzo: economia, globalizzazione, politica, cambiamento della società... Però mi scivolano via, perché riesco solo a pensare ad un recente passato, che mi tormenta e mi ribolle dentro.
Chissà come sarei oggi, se quella volta...

lunedì 3 dicembre 2007

Amo e odio

Odio (...in ordine sparso...)

1. La prepotenza
2. Chi non ascolta
3. L'incoerenza
4. Bagnarmi sotto la pioggia
5. La cattiva informazione
6. L'immaturità (in chi invece dovrebbe essere maturo, o quasi)
7. Il mio aspetto
8. Fare tardi la sera a tutti i costi
9. La fretta
10. Le esagerazioni
11. Le complicazioni
12. L'ostentazione
13. Il qualunquismo
14. Gli sprechi
15. Le costrizioni


Amo (...in ordine sparso...)

1. La giustizia
2. La tranquillità
3. Il the
4. La coerenza
5. La montagna
6. La voce di una certa ragazza e le sue mani
7. La Verità (ma la cerco ancora)
8. La musica
9. La torta pere e cioccolato di Vincenzo
10. La mia famiglia
11. L'entusiasmo
12. Impegnarsi in ciò a cui si tiene
13. La campagna al mattino e i suoi odori
14. L'open source
15. La responsabilità

lunedì 26 novembre 2007

La conoscenza

"Così il bambino diventa artista,
e cioè a dire Esploratore.
In altre parole una persona che non sa dove va
ma che ha una idea presupposta di che cosa cerca.
Lungo il cammino l'esploratore si ferma
e segna su una carta il percorso già compiuto,
che è l'unico elemento certo del suo viaggio.
Davanti a sè, solamente l'ignoto e la scoperta."
(Daniele Oppi, "Il concepimento - La gestazione - Il parto - L'esperienza educativa - L'autonomia")

"Qual'è la cosa più importante nella vita? Se lo chiediamo a chi sta morendo di famo, ci dirà che è il cibo. Se rivolgiamo la stessa domanda a chi patisce il freddo, la risposta sarà il caldo. E se interroghiamo qualcuno che si sente solo, la sua replica sarà incentrata sulla fratellanza con altri uomini.
Ora, ammesso che tutte queste necessità siano soddisfatte, esiste forse ancora qualcosa di cui tutti gli esseri umani hanno bisogno? Per i filosofi, sì. Secondo loro un uomo non può vivere di solo pane. Certamente il cibo è indispensabile, e parimenti ognuno di noi necessita di amore e di attenzioni. Ma c'è ancora qualcosa di cui tutti gli uomini hanno bisogno. Tutti noi abbiamo la necessità di trovare una risposta a due domande: 'Chi siamo?' e 'Perché viviamo?' Chiedersi perché esistiamo non è un interesse occasionale: non sta sullo stesso piano del collezionare francobolli. Chi si interessa a problemi del genere si occupa di cose su cui gli uomini hanno discusso fin da quando sono apparsi su questo pianeta."
(Jostein Gaarder, "Il mondo di Sofia")

"Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. E' sui fianchi delle montagne, e non sulla cima, che si sviluppa la vita. Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi. E' la cima che determina i fianchi. E così noi saliamo..."
(Robert Pirsig, "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta")

Ciò che importa a me: conoscere la Verità.

giovedì 22 novembre 2007

Giorno di pioggia

Penso di aver subito un torto, ma la cosa peggiore è che ho sentito la persona che me lo ha fatto consolare un altro, che ha subito la stessa cosa da una quarta persona.
Non so se sentirmi più arrabbiato o più deluso.
Forse ha fatto così perché in realtà non ha capito di avermi ferito, oppure lo sa, ma se ne frega.
...forse è proprio la natura umana ad avere un fondo di cattiveria.
Oggi piove davvero.
Perfino Stefino, l'ACE, non è più incazzato, perché ha avuto un figlio dalla sua compagna. Ci ha anche fatto vedere le foto. Mi sa che, se pure non lo do troppo a vedere, adesso sono io il più incazzato del branco.
Mentre tornavo a casa, stasera, ho anche stirato un animaletto. Sarà stato un topo o un riccio, non so. Ho visto una cosa tozza e, all'ultimo, mi è parso si sia mossa.
Mi spiace un sacco, anche se si fosse trattato di una ratto. E' comunque una creatura vivente, con una sua intelligenza, per quanto niente affatto paragonabile a quella di un uomo. Certo un animale non ha coscienza, ma forse si è reso conto che stava morendo. Ho sentito il rumore e la vibrazione sotto la ruota. Mi spiace proprio tanto.
Piove sul serio oggi...

lunedì 12 novembre 2007

Contro (Nomadi, Contro - 1993)

Contro i fucili, carri armati e bombe,
contro le giunte militari, le tombe,
contro il cielo che ormai è pieno, di tanti ordigni nucleari,
contro tutti i capi al potere, che non sono ignari.

Contro i massacri di Sabra e Shatila,
contro i folli martiri dell'IRA,
contro inique sanzioni, le crociate americane,
per tutta la gente che soffre e che muore di fame.

Contro chi tiene la gente col fuoco,
contro chi comanda e ha in mano il gioco,
contro chi parla di fratellanza, amore e libertà,
e poi finanzia guerre e atrocità.

Contro il razzismo sudafricano,
contro la destra del governo israeliano,
conto chi ha commesso stragi, pagato ancora non ha,
per tutta la gente ormai stanca che vuole verità.

Contro tutte le intolleranze,
contro chi soffoca le speranze,
contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi,
contro la poca memoria della Storia.

Contro chi fa credere la guerra un dovere,
contro chi vuole dominio e potere,
contro le medaglie, all'onore e alla santità,
per tutta la gente che grida libertà.

venerdì 2 novembre 2007

Pensieri sparsi

Cuggiono, Domenica 28/10/2007

Cammino sotto una sfera azzurra di aria e sopra una sfera dura, corrugata dai monti e punteggiata dalle case che gli uomini hanno costruito.
Dove si trovano queste sfere? E dove posso andare camminandoci?



Rivoli, Lunedì 29/10/2007

Sono a cena con Danilo, il collega con cui partecipo al corso che ci vede in trasferta a Torino. Sugli altri tavoli del ristorante dell'albergo ci sono persone a gruppetti di due o tre e molte altre persone sole.
Per me può essere gradevole e quasi rilassante staccarmi dalla quotidianità, a patto che ciò avvenga raramente e comunque non in solitudine.
Ci sono altri per cui questa è la quotidianità; rappresentanti, venditori, consulenti, autisti e altri, che passano ogni giorno della settimana lavorativa lontano da casa e dagli affetti, spesso in solitudine.
E guardando le facce di queste persone, mi sembra di capire come possa nascere la ricerca di altri affetti, che porta spesso, o a volte, a ricercare una carezza mercenaria o un'abitudine nascosta.



Raccordo A4/A5 presso il Lago di Viverone, Martedì 30/10/2007

L'autunno nel cuore del Piemonte mi sembra l'archetipo dell'autunno.
Terreno ondulato dalle colline, sulle quali la foschia sembra un lenzuolo.
Boschi disordinati nella forma e nei colori, giallo, arancio, rosso, marrone, verde.
Cascine sperdute e paeselli dispersi nel paesaggio.
E' l'autunno della Resistenza dei nostri padri e dei nostri nonni.